Home » Cura della salute » Esami diagnostici

Esami diagnostici

Lo scopo principale degli esami diagnostici è fare esami diagnostici. Se qualcuno crede che le indagini cliniche (esami di laboratorio, ecografie, lastre, TAC, RMN etc.) siano necessarie per raggiungere una diagnosi, è del tutto fuori strada. E’ un’abitudine (deplorevole), come tutte le abitudini si mantiene perché lo fanno tutti, per tutelarsi in termini medico-legali (cioè burocratici), per scoprire chissà che cosa, per ogni motivo fuorché l’interesse del paziente. Che, per quanto ipnotizzato, a farli si stressa non poco (oltre a lasciarci qualche soldino). La diagnostica, secondo una mia personale stima, dà conto del 30-40 % di tutto il giro d’affari che ruota intorno alla salute. Per fare un raffronto, quello dei farmaci non è più del 10-15 %. Gli accertamenti in qualche modo utili ai malati sono più o meno l’1 % di quelli che si fanno. Tutto il resto è per le banche. Trent’anni di esperienza professionale mi portano al convincimento che le malattie, qualunque malattia, si diagnosticano con sufficiente precisione con un esame clinico, cioè i dati della storia del disturbo, quelli dei sintomi accusati dal paziente, quelli fondamentali ottenuti con una visita scrupolosa. Eventuali altre indagini possono al più servire per definire certi dettagli e per qualche marginale conferma. Ho visto l’assurdità di persone cui è stata fatta praticare la stessa risonanza magnetica due o tre volte in un mese. Tutti se la bevono e obbediscono, perché “l’ha richiesto lo specialista”. Altri perché non se li chiede nessuno. Un’esame che considero particolarmente abominevole è la TAC. C’è chi ne fa anche otto in un anno. Ignaro, o indifferente al fatto che una singola TAC amministra una dose di raggi X pari a 100-150 lastre del torace in un’unica seduta. Anche i meno informati sanno che le radiazioni ionizzanti sono tutt’altro che un toccasana per le nostre cellule, tant’è che l’esercizio della radiologia impone norme severe per la protezione degli addetti al settore. Le informazioni fornite da una TAC sono ottenibili con altre metodiche, molto più rispettose della salute dei pazienti. E in nessun caso il loro valore giustifica i rischi che fanno correre al malato. Si continua a fare TAC perché gli apparecchi ci sono, e vanno fatti fruttare. Quando quest’aberrazione verrà definitivamente accantonata sarà sempre troppo tardi.
Il pericolo maggiore degli esami non è comunque il danno diretto che comportano. La gente è convinta che le indagini cliniche siano più infallibili del Vangelo. Che ogni numeretto nei referti di laboratorio, che ogni macchia, ogni anomalia nella lastra o nella RMN abbia un significato esatto e incontrovertibile. Ovviamente non è così: ogni metodica diagnostica ha margini di incertezza e di errore anche cospicui, e gli esiti vanno sempre interpretati alla luce del quadro complessivo. Il grave rischio di cui parlavo è proprio qui, nel senso che si dà al reperto, nel reperto in sé. Ho visto moltissimi casi di persone morte semplicemente per aver fatto un esame clinico senza motivo, magari perché lo fa un amico o per pura curiosità. Facilmente quell’esame farà “scoprire” qualcosa – anche se non c’è nulla da scoprire -, e da quel qualcosa può partire un iter che rapidamente conduce alla tomba. In casi meno nefasti, potreste sentirvi annunciare che avete chissà quale disturbo, che siete malati, quando invece vi sentite benissimo. Chiamatelo malinteso, o come volete. Ma cose così accadono quotidianamente, ed è meglio essere avvisati. Quando vi prescrivono un’indagine, di qualunque tipo, non abbiate timore a farvi spiegare con precisione quali informazioni può fornire, e l’eventuale importanza di queste. Se la risposta non è convincente, astenetevene, ché non ci sarà mai troppo da perdere.


Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll Up 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Leggi la pagina "Tutela della privacy"

Chiudi