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Vaccini

La metodica della vaccinazione occupa un posto importante nella storia della medicina. La sua applicazione – ad opera di Edward Jenner – ha offerto un modello sperimentale fondamentale per la conoscenza delle funzioni immunologiche. Il successivo ampio utilizzo di questa pratica, a fini profilattici e terapeutici, accettato senza riserve a livello accademico e istituzionale, ha tuttavia proposto diverse zone d’ombra, da cui trarre spunto per una doverosa discussione. Vediamo, anzitutto, i dati disponibili. Trattandosi di un business della dimensione di intere popolazioni, aspettarsi che vengano lasciate in giro troppe informazioni che possano guastarlo è quantomeno ingenuo. Quel che possiamo sapere è però sufficiente per costruirsi opinioni fondate. I punti salienti sono gli aspetti fisiologici e quelli merceologici. Chi si è interessato di problemi immunologici sa bene come l’esordio di tantissimi casi di malattia autoimmune coincida con episodi acuti infettivi. Sono situazioni dove l’immunorisposta sollecitata da antigeni dei microrganismi coinvolti funge da trigger per l’attivazione di una risposta patologica contro antigeni “self”. Se dunque, in soggetti predisposti, può bastare la reazione a uno stimolo naturale per evocare un disordine cronico, l’amministrazione di una carica antigenica tanto elevata – come è proprio della vaccinazione –, infinitamente superiore a quanto naturalmente possibile, possiamo aspettarci che produca immunorisposte imprevedibili, con esiti disastrosi per chi l’ha subita. E’ in effetti quello che accade a un certo numero di persone, che reagiscono manifestando severi disturbi di salute, che gli devastano la vita per sempre. Tutto questo per una singola dose di vaccino. Per la maggior parte degli altri vaccinati, per loro fortuna meno predisposti a effetti così nefasti, la faccenda non è comunque indolore. E’ comune, nella pratica clinica, il riscontro di fenomeni morbosi di varia natura, come disturbi respiratorii, cutanei, neurologici, in seguito alla somministrazione di vaccini. Ne sanno qualcosa i militari, spesso utilizzati come laboratorio per test massicci di questi prodotti, prima di essere impegnati nelle missioni di “pace” a tutti ben note. E’ davvero improbabile che uno stimolo antigenico tanto violento come quello di un vaccino decorra senza conseguenze apprezzabili.
L’altro aspetto rilevante è quello del veicolo. Le etichette dei diversi vaccini riportano, tra gli eccipienti, la presenza di metalli come mercurio e alluminio. I produttori dicono che non se ne può fare a meno. Ma che siano sostanze dannose per i sistemi biologici è fuori discussione. Se porcherie del genere sono dichiarate, è come minimo lecito il sospetto, vista l’aria che tira, che ce ne siano altre di cui ci tengono all’oscuro, tipo nanochip o altre diavolerie biotecnologiche, sicuramente non destinate al bene del paziente.
Riguardo la protezione che i vaccini dovrebbero fornire, che ce ne sia tanto bisogno è tutto da dimostrare. La propaganda ci racconta di malattie “estirpate” e di bambini salvati da morte certa. Fonti più indipendenti segnalano invece catastrofi conseguenti a campagne vaccinali. Un dato sicuro è che, con varie scuse, il vaccino antipolio orale (Sabin), è stato abbandonato nei paesi occidentali (“non ce n’è più bisogno”!). In merito a altri disturbi tanto paventati dai vaccinatori, se – come accertato – microrganismi come meningococco e clostridium tetani albergano a permanenza nell’orofaringe di numerosi individui perfettamente sani, così pericolosi non devono poi essere.
Alla luce di tutto questo, chiedete al vostro buon senso se sia il caso di infliggere i vaccini a a voi stessi e ai vostri bambini.


2 commenti

  1. Molto interessante la sua riflessione Dott.Piga , quando ho vaccinato i miei figli si usava la trivalente per antipolio,difterite,tetano e gia’ avevo pensato ai possibili effetti sul sistema immunitario, ora con l’esavalente avrei serie preocupazioni per la risposta anticorpale massiva che questa somministrazione puo’ causare . non ho mai vaccinato nessuno dei miei tre figli per l’influenza ed e’ stato argomento di discussione con mio marito che convinto dal nostro medico di base al periodo della Sars, prospettava gravi conseguenze per la salute dei ragazzi,cosa’ che poi non e’ successa. ho sempre creduto nell’utilizzo di alcuni vaccini ma ora ho la nettissima impressione che si stia esagerando.

    • Cara Giuliana, la ringrazio del contributo. Sono lieto che il testo abbia confermato alcuni dei suoi dubbi, e dato spunti utili di riflessione

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