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Il senso della “prevenzione”

Prevenzione, nel senso convenzionalmente usato per le faccende di salute, è un termine odioso. E’ difficile che una sola parola concentri in sé un contenuto di inganno, arroganza, terrorismo e mistificazione di pari misura. E’ una perfetta sintesi di come le visioni più gratuite e arbitrarie dell’ideologia medica siano sbattute in faccia alla gente, con tutta la superbia e il disprezzo possibili, per colpirla dove è più sensibile, nel suo desiderio di vivere. E’ come il peccato originale, il “partorirai con dolore”. Ricorda allo schiavo che il suo stesso esistere è una colpa. Il messaggio è questo: la tua misera esistenza è piena di rischi. Tra questi, fatale e ineluttabile, la malattia. E’ un’insidia misteriosa e terribile, se vuoi salvarti – prima che sia troppo tardi – affidati a me, che so come proteggerti. Un proclama che è una sequenza di menzogne: la malattia è una risorsa biologica, non certo un pericolo. Si può benissimo starne lontano curando la salute. E’ un fenomeno spiegabilissimo, con cause precise e riconoscibili. Non ha una cronologia prestabilita, con momenti che si fa in tempo e punti di non ritorno. Chi ti incalza perché faccia “prevenzione” non possiede nessun valido strumento per proteggere la tua vita (ma ne ha molti per togliertela!). Offre una merce che in realtà non ha, che è esattamente la definizione di truffa. Quello che sanno dare è avvelenamento di farmaci e mutilazioni chirurgiche, le ultime cose di cui la salute ha bisogno. Il disturbo su cui maggiormente punta questa attività è il cancro, lo spauracchio per eccellenza. Ma del cancro, con tutte le chiacchiere e l’eterno “studiare” che ci si fa sopra, la medicina non sa un bel niente. Diffonde l’idea che va preso “in tempo”, per poterlo estirpare prima che invada l’organismo. Denominazioni e strategie di impronta militare (sembra che l’unica cosa che solleciti la fantasia degli esseri umani siano gli scenari di guerra!). In termini biologici, concetti del tutto privi di senso. Sono certo che il cancro sia molto meno pericoloso di chi pretende di curarlo.
Sgombrato il campo dalle menzogne della propaganda, possiamo capire cosa sia in realtà la “prevenzione”: un’attività di marketing, una ricerca continua di clienti, da sfruttare sottoponendoli a una sequenza senza fine di esami, visite, nel caso terapie di vario genere. Tutte cose di cui non hanno alcun bisogno, e che servono solo a ingrassare il mercato. Un meccanismo diabolico, il cui successo è garantito dall’oggetto su cui fa leva: la volontà di sopravvivere comune a tutti. Una persona consapevole del significato della malattia, e degli strumenti efficaci per tutelare il proprio benessere, non ha motivo di cadere in questa trappola. Perciò, quando vi propongono mammografie, Pap-test, lastre e ecografie di vario genere, MOC, dosaggi di PSA, ormoni e markers di qualsiasi sorta, a scopo di “prevenzione”, da qualunque fonte venga il messaggio rispondete tranquillamente: “non mi interessa”. Le aziende incasseranno meno soldi. Ma voi avrete protetto la vostra vita.


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