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Abbigliamento

Gli indumenti più igienici per gli esseri umani – così come vale per ogni altra specie – sono quelli con cui vengono al mondo, cioè nessuno. Indossare abiti di varia foggia può aver senso in condizioni climatiche sfavorevoli, dove conservare la temperatura corporea fisiologica è altrimenti arduo o impossibile. Le diverse culture hanno espresso stili di abbigliamento affatto differenti, non sempre in risposta a reali esigenze funzionali. I problemi possono sorgere quando le necessità delle mode travalicano quelle più elementari della salute. Il componente più delicato sono le calzature: le teniamo ai piedi ore e ore, costringendo a volte la parte più importante del nostro apparato locomotore in atteggiamenti tutt’altro che naturali. Le scarpe possono influenzare la statica di tutto il corpo, condizionando anche il benessere della colonna. E’ quindi il caso di sceglierle confortevoli, con un plantare che assecondi l’arco naturale del piede, e col minimo di rialzo calcaneare della suola. Le più pericolose sono quelle femminili col tacco alto: ho visto signore che avendole indossate per anni, anche per necessità professionali, e con un minimo di predisposizione, hanno subito alterazioni importanti delle strutture articolari delle ginocchia. Altra conseguenza di rilevo è l’alluce valgo, per il sovraccarico dell’avampiede. E’ classico quello delle danzatrici, per la scarpetta da punta. Ma si mette in conto prima: per essere Alessandra Ferri può anche valerne la pena. Delle altre parti del corpo, quelle più a rischio sono i visceri addominali e il tratto lombare, quando si utilizzano cinture troppo strette. Slip molto aderenti possono danneggiare col tempo i genitali maschili (i boxer sono molto più sani, non usarne proprio sarebbe ancora meglio). Il vestito più rispettoso del corpo è il thawb, il camicione fino alla caviglia portato dagli arabi: per noi non è la stessa cosa di un completo di Armani. Ma per la salute è davvero eccellente. Riguardo i tessuti, suggerisco di evitare tutti i “sintetici”, soprattutto se a contatto diretto con la cute. Cotone e lino sono le fibre migliori in tal senso. La lana pura è ok per il rivestimento esterno. Se si usa un cappello, non deve costringere i vasi cranici, né ostacolare la traspirazione.


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