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Idratazione

Gli argomenti a sostegno dell’opportunità di bere abbondanti liquidi sono numerosi e facilmente comprensibili. Ce li suggerisce anzitutto il buon senso. Sappiamo che la vita, come noi la conosciamo, richiede la presenza di acqua nell’ambiente. La cerchiamo su Marte, coi nostri poveri mezzi, per capire se lì può essersi sviluppata una qualche forma di organismo vivente. Le reazioni chimiche di tutte le nostre cellule si svolgono in soluzione acquosa. L’acqua dà conto di oltre la metà di tutta la massa del corpo. Si può sopravvivere settimane senza assumere cibo. Ma senz’acqua la morte arriva in pochi giorni. C’è poi l’esperienza clinica. I reni funzionano benissimo, e raramente vanno incontro a problemi, se i liquidi che filtrano sono sempre abbondanti. Al contrario, la disidratazione li danneggia irreversibilmente in tempi molto brevi. L’intestino fa molto meglio il suo lavoro se il soggetto beve copiosamente. Gli indici circolatorii si mantengono ottimali alle stesse condizioni. Chi ha facilità alle flogosi respiratorie, con un’abbondante idratazione può risolvere la maggior parte dei problemi, perché le cellule degli epiteli sono messe nelle condizioni di proteggersi, eliminando le tossine nel film mucoso. Il catarro molto fluido viene drenato senza nemmeno bisogno che si attivi il meccanismo della tosse. Per quanto geneticamente predisposta, una persona che beve molti liquidi non soffrirà mai di calcoli, di nessun organo. Un parametro biochimico fondamentale è la cosiddetta dose minima letale. Si può definire per qualsiasi materia possiamo assumere, dai farmaci alla lattuga. Anche se – speculativamente – si potrebbe cercare di determinare una dose letale per l’acqua, considerato che gli studi di fisiologia indicano che i reni possono eliminarne fino a 25 litri in un giorno senza gravi conseguenze, parliamo di quantità al di fuori della normale esperienza. In concreto l’acqua non ha una dose tossica. In teoria, potremmo berne venti litri al giorno senza alcun danno. In termini pratici, la quantità giusta da assumerne si può indicare solo a grandi linee, perché è un dato influenzato da molte variabili, tra cui i tratti individuali, quelli ambientali di macro e microclima (temperatura, umidità etc), la sudorazione legata all’attività fisica. Indicativamente, per un soggetto sedentario che vive in condizioni confortevoli, possiamo fissare un valore raccomandabile tra i tre e i quattro litri quotidiani. E’ una misura molto maggiore rispetto alle abitudini di quasi tutti. E’ scomoda perché implica frequenti minzioni. Gli spazi dove viviamo non sono predisposti per questo: in giro per la città, soddisfare lo stimolo diventa un problema. Questo accade perché la convivenza degli esseri umani non è organizzata sulla base dei loro bisogni vitali. Ma su convenzioni funzionali al mercato. Pensiamo alla pazzia che esprimono. Urinare – la cosa più naturale del mondo – diventa un atto riprovevole, contrario alla decenza. E’ solo l’abitudine che ci impedisce di vedere il grado di follia della vita che ci fanno fare. Ci si potrebbe chiedere: “se bere tanto è così importante, come mai non è per tutti istintivo?”. Probabilmente lo sarebbe – come molte altre cose della nostra natura – se appena al mondo il mercato non ci togliesse questo, come la maggior parte dei nostri istinti di specie.


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