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Cause

 

Nel linguaggio comune si usa dire che la malattia “viene”. Mi è venuto il raffreddore, la malaria, la febbre gialla. Non è solo un modo di dire come un altro: dietro le parole ci sono le idee (ed è per questo che la filologia – che molti nemmeno sanno cosa significhi – è strumento essenziale della conoscenza). La gente si rappresenta davvero la malattia come fosse una persona in carne e ossa, che un bel giorno, non avendo di meglio da fare, viene a casa nostra per rovinarci l’esistenza. Questa idea è assolutamente folle. Per due motivi: anzitutto, la malattia è un’espressione biologica, una manifestazione della vita come tutte le altre. Dunque, non può “venire” dall’esterno. Semmai, arriva da dentro di ognuno. Secondo motivo: i concetti che corrispondono alle diverse forme morbose non sono rappresentazioni di stati reali. Sono astrazioni, modelli generali, che servono a inquadrare le varie tipologie di fenomeni, per poterli categorizzare in base ai meccanismi fisiopatologici, e farsi un’idea di quel che accade al malato. Le malattie, così come sono descritte nei testi di medicina e nella fantasia delle masse, semplicemente non esistono. Dire “l’artite reumatoide provoca questo”, o “il cancro alle ovaie fa quest’altro” è un’assurdità, un modo per allontanarsi dalla comprensione di quanto accade realmente. Nella realtà di fatto non esiste l’artrite reumatoide, non esiste l’influenza, non esiste il cancro o quant’altro. Nessuno ha il raffreddore, ognuno ha il suo raffreddore, specifico, differente da quello di chiunque altro. Perché ogni organismo è unico e diverso da tutti gli altri, e esprime ogni sua condizione, malattia compresa, in modo peculiare. Non è filosofia astratta, non è speculazione accademica: noi siamo quello che pensiamo, e il modo in cui ci raffiguriamo la malattia può bastare a decidere se la superemo o ne moriremo.
Un altro errore fondamentale che tutti (medici compresi) commettono nel pensare la malattia è quello di ignorarne ostinatamente le cause. Nel sentire comune, i disturbi si presentano in modo casuale, per iella o perché magari qualcuno ci ha scagliato un anatema. Facendo ricorso al buon senso, non è difficile ammettere che il caso è solo un concetto convenzionale. Parliamo di caso quando un fenomeno ha cause complesse, che è difficile o non val la pena andare a sondare. Nella realtà che conosciamo il caso non esiste, tutto ha un perché e tutto, almeno in teoria, è spiegabile. Va da sé che, per una cosa importante come la salute, le spiegazioni vanno cercate.
Schematicamente, possiamo suddividere le cause delle malattie in due categorie fondamentali, quella dei fattori predisponenti e quella dei fattori scatenanti.


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