Home » Il concetto di cura

Il concetto di cura

S

 

Lo scopo di questo sito è, come detto, dare informazioni verificate dall’esperienza e compatibili col buon senso, per aiutare le persone a proteggere il proprio benessere. Molte di quelle implicano, in chi le acquisisce, un drastico cambiamento delle idee che hanno da sempre su determinati argomenti. Un malinteso fondamentale che va chiarito è quello sul significato dell’espressione cura. Siamo abituati a credere che quello che va curato siano le malattie. E’ un errore fatale. A curare le malattie ci pensa la natura, se le permettiamo di agire secondo i meccanismi biologici che già ci appartengono. Siamo programmati per guarire da ogni disturbo, senza speciali sforzi, senza farmaci, senza chirurgi. Ma la natura va rispettata, armonizzando la nostra vita con le sue esigenze. Che sono quelle proprie della specie cui apparteniamo. Il problema è che generalmente non ce ne interessiamo, le ignoriamo, creiamo con le nostre mani il terreno perché quei meccanismi si blocchino. Non funzionino più come dovrebbero. Quello che chiamiamo malattia è il risultato ultimo degli errori commessi ogni giorno, disprezzando la perfezione con cui siamo creati, perseguendo falsi scopi, secondo il disegno del mercato, che ne costruisce di continuo, per mantenerci schiavi. Si è detto che bisogna parlare di conoscenza. Quella che ci presentano come tale, in realtà è quasi sempre menzogna, depistaggio, illusione. Da che veniamo al mondo, siamo bombardati da messaggi mistificatorii, immersi in un oceano di falsità, calati in uno stato di ipnosi generale, da cui uscire è davvero arduo. Le uniche, sicure conoscenze che possediamo sono quelle della nostra diretta, personale esperienza. Ammesso che una mente così intossicata riesca a darle una ragionevole interpretazione. Sennò si perdono anche quelle. “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Vangelo di Giovanni, 8,32). Non c’è spazio per la verità in un mondo di schiavi. E’ il motivo per cui son certo che progresso e mercato siano concetti incompatibili: se c’è l’uno, non può esserci l’altro. La propaganda è un arte raffinata, in grado di scolpire nelle menti degli uomini parole e concetti da cui è difficile liberarsi. Per controllare le masse la televisione è un arma molto più efficace delle bombe. Perché uccide il pensiero, tenendo in vita il consumatore. Per sottrarsi alla propaganda, per uscire dall’ipnosi, bisogna disciplinare la mente all’uso sistematico di semplici criterii. Si deve considerare falso ogni messaggio, fino a prova contraria. Chiedersi – è una chiave di lettura infallibile – cui prodest? Saper distinguere gli amici dai nemici, al di là delle apparenze. Ammettere che al mondo niente è quel che sembra. Bisogna farsi domande, togliere le ragnatele da una mente assuefatta a pensare con le idee di altri, far emergere il buon senso dal labirinto dei ricordi. Il buon senso è l’arma più efficace che possediamo. Non a caso il mercato – sotto forma di preti, insegnanti, capipopolo, maîtres à penser – cerca di privarcene non appena siamo al mondo. In sintesi, per trovare la verità e essere liberi, ci si deve costruire uno spirito filologico. La filologia è l’unico vero metodo della conoscenza. Non a caso, come la salute, è una cosa che la scuola si guarda bene dall’insegnare.
Curare la malattia è un’attività erratica. Perché non c’è una nozione chiara del problema, e ancor meno della strada corretta per risolverlo. Si procede a idee stereotipate, convenzionali, costruite senza rigore, in sostanza campate in aria. In questo genere di confusione – peraltro quasi una regola nel mondo che viviamo – chi ha da guadagnarci sono solo le banche. Usiamo il buon senso: gli animali selvatici non hanno ospedali, medici, farmacie. Eppure fanno serenamente il loro ciclo di vita, se non andiamo noi a rovinarglielo. Ci presentano come indispensabili indagini cliniche, terapie farmacologiche e chirurgiche, misure di prevenzione che guai a non osservarle. Ma se tutto questo avesse tanta importanza, come mai la nostra specie è sopravvissuta per millenni facendone a meno? Curare le malattie è una faccenda commerciale, estranea e antitetica a ogni ratio biologica. Se dunque non ha senso applicarlo alla malattia, come va inteso il concetto di cura? Curare significa tutelare, rispettare, proteggere. La sola e unica cosa che ha senso curare, quando si sta bene e – a maggior ragione – quando si è malati, è la salute. Che vuol dire garantire le normali funzioni dell’organismo.
Curare la salute è un’attività semplice. Forse ci verrebbe anche naturale, come accade per le altre specie animali, se non ci togliessero gli istinti appena veniamo al mondo. In ogni modo, tutti possono farlo, se sono consapevoli di tale necessità. E’ uno dei primi messaggi che andrebbero dati ai bambini, quando stanno prendendo coscienza di sé e del mondo. Si dovrebbe spiegargli che la salute è una delle più grandi ricchezze della loro vita. Che va rispettata, apprezzata e protetta. Che non è un privilegio scontato. Ma richiede attenzione, volontà e impegno per poterla conservare. Si dovrebbe da subito dargli ogni informazione, perché possano costruirsi uno stile di vita adeguato ai suoi bisogni. Scoprirebbero facilmente che curando la salute si curano anche tutte le malattie. Capirebbero anche che le cosiddette malattie, in senso biologico, possono meglio intendersi come cadute, difetti di salute. La cura della salute è illustrata qui.


Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll Up 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Leggi la pagina "Tutela della privacy"

Chiudi