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La motivazione a guarire

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Prima o dopo aver fatto chiarezza sulle cause, per superare la malattia è necessario darsi un’adeguata motivazione. Non è una cosa scontata come potrebbe sembrare. A parole, tutti vogliono guarire. Ma la realtà è spesso un’altra. Superare il disturbo richiede uno sforzo, proporzionato alla necessità che l’ha generato. Le terapie risananti – farmacologiche, chirurgiche o di altro tipo – non sono che un’illusione. Avendo un’idea chiara della natura del fenomeno malattia, è facile capire che non c’è alcun bisogno di rimedii “magici”, e che la partita vera si gioca su altri tavoli. Confidare nelle cure normalmente offerte dalla Medicina è solo un alibi, per non doversi assumere nessuna responsabilità. Non che per forza non funzionino. Ma, quando lo fanno, ciò che in realtà cura è la fiducia nella loro efficacia. I medici ne sono ben consapevoli. Lo dicono, ai colleghi (mai ai pazienti): medicus curat, natura sanat. E non è una boutade, anche se poi passano oltre e evitano di rifletterci sopra. A prescindere da ciò che la produce, la malattia si incastra nella vita di chi ne soffre al punto che rimuoverla può essere più doloroso che tenersela (cfr questa pagina). Diventa come una droga, e come per le droghe svezzarsene non è difficile. Ma richiede una volontà ferrea. E’ un punto che va comunque chiarito, per evitare di prendersi in giro. Ci si deve guardare allo specchio, e chiedersi: “voglio veramente guarire?”. Che significa: “sono in grado di assumermi la responsabilità della buona salute?”. Uscire dalla malattia è un cambiamento, solo per questo già impegnativo. Comporta uno sforzo, come minimo quello di dare importanza e iniziare a curare la salute. Può essere diabolicamente faticoso. Per la mente più che per il corpo, perché, con le nuove abitudini, la cosa più onerosa è accettarle, non metterle in pratica. La posta vale la candela. Ma l’accidia rema contro. Come si è detto, non c’è bisogno di curare le malattie. A farlo ci pensa la natura. Ma – perché possa agire – ci vuole anche il sincero desiderio che la cosa avvenga. Come ripeto sempre ai pazienti, quando si definisce un percorso di cura, per ottenere il risultato non basta sperare che porterà alla guarigione. Bisogna esserne certi.

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