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Risorse intrinseche

 

Il mio maestro, pur ideatore e esperto inarrivabile di terapie farmacologiche, ha sempre detto che la medicina più importante è l’ottimismo. L’esperienza mi porta a essere completamente d’accordo. Se le malattie sono quello che abbiamo visto, se la mente ne controlla totalmente comparsa e evoluzione, si capisce come la fiducia in se stessi e in quel che si fa rappresenti la risorsa più efficace per salvare il proprio benessere. Accade spessissimo di assistere a guarigioni “miracolose” quando il paziente riceve una buona notizia. Questo dato è del tutto coerente con le informazioni che qui sono fornite. Prudenza, pazienza, buon senso, coraggio, memoria di precedenti esperienze, saper cogliere e leggere correttamente i segnali che puntualmente l’organismo ci dà: sono questi gli strumenti più efficaci per gestire ogni malattia. In sintesi: accettare il sintomo, quale che sia, senza disperarsi (può in qualsiasi momento sparire, così com’è comparso). Darsene una spiegazione plausibile (è già terapeutico di per sé). Vivere la situazione sapendo di avere la forza di superarla. Non avere fretta di guarire: tempi prestabiliti non ne esistono. Conservare la tranquillità, consapevoli che ne abbiamo passate di peggio. Adeguare le azioni a quel che si avverte, cercando di escludere ogni idea convenzionale (se non ho fame, non mangio, senza pensare che “mi indebolisco”. Se ho la febbre, me la tengo, piuttosto che correre a ingoiare farmaci, sennò “chissà cosa mi succede”: il pericolo del farmaco è sempre maggiore di quello della febbre, che è comunque una risorsa). Non fare paragoni con situazioni altrui, anche se apparentemente simili: è inutile, insensato e deleterio. Prefigurarsi in tutti i casi un esito favorevole per il male che stiamo vivendo, sostenendo l’ottimismo con qualche piccolo rimedio in cui possiamo avere fiducia (ce n’è a iosa!). E non scordarsi mai che il disturbo che ci affligge la natura l’ha programmato per il nostro bene. Sebbene tutto questo sia sensato e sacrosanto, bastano dieci secondi di telegiornale per vanificarlo. Dunque, tapparsi le orecchie, e andare per la propria strada: se si è certi che è quella giusta, lo sarà.


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