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Argento colloidale

Da quando ho imparato a diffidare degli antibiotici – in quanto biologicamente poco sensati – in certi casi suggerisco ai pazienti l’argento in sospensione, come ausilio alle reazioni fisiologiche dell’organismo. Il vantaggio indiscutibile è che, più o meno efficace che sia, è provato che non può nuocere, ai dosaggi consueti. Non esiste purtroppo – come per numerose sostanze naturali – una letteratura che riporti studi rigorosi sul valore specifico dell’agente in determinate situazioni cliniche. C’è peraltro una vasta aneddotica, e ampie documentazioni storiche, a sostegno di proprietà del metallo come antisettico-depurante naturale. Ne è altresì largamente riconosciuta, e sfruttata negli impianti, l’attività per l’abbattimento della carica batterica nei processi di potabilizzazione dell’acqua. E’ verosimile che l’uso di utensili e posate d’argento favorisca l’igiene alimentare. Come risorsa terapeutica, più persone ne hanno ricontrato l’utilità nelle flogosi dell’apparato respiratorio e della cute. Una paziente ne ha inaspettatamente riferito un effetto “miracoloso” sulla pirosi gatrica (bruciori di stomaco e reflusso acido). Si può protrarre il trattamento anche per settimane, e ripeterlo ogni volta che necessario, senza alcun rischio, anche nei bambini.


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